Penso alle cose belle, quelle che mi piacciono. Le pesche tabacchiere. I capelli spettinati. Gli uomini in cravatta e quelli scalzi. Gli amici che ascoltano. Le coccinelle quando non si ribaltano. Come un gatto le carezze sul capo e i baci sulla fronte. Ricominciare Steiner all’infinito e ascoltare musica abbandonata, perché l’oblìo del mondo protegge i resistenti. Il macerato della saggezza, quando si aggrappa alle papille. Il bagno al tramonto. La granita di mandorle. Il bagnoschiuma alla menta. Le tuniche colorate delle mie donne. Il sacchetto di canfora nella valigia. Le lenzuola sconosciute e le colazioni che sorprendono. I messaggi dai luoghi di mare e le cartoline che nessuno manda più.